La stampa 3D si fa sostenibile
La stampa con la tecnologia 3D ha la possibilità di diventare sostenibile. Creare con una stampante 3D un prototipo per l’industria, costruire uno stampo per gioielli o ricreare in casa un pezzo degli scacchi perso chissà dove è un’operazione ormai ordinaria per molti, ma non per questo senza conseguenze sull’ambiente e la salute. Le resine fotosensibili utilizzate dalle stampanti 3D ora in commercio sono a base acrilica e rilasciano durante la lavorazione e l’uso sostanze volatili tossiche, i VOC i composti organici volatili.
Ma nel giro di poche settimane i ricercatori dell’università di Pavia brevetteranno una speciale resina derivata dagli oli vegetali esausti che promette di costare meno di quella acrilica ora in commercio, ridurre fortemente le emissioni di sostanze inquinanti, produrre pochissimo scarto e riutilizzare una risorsa considerata uno scarto, come l’olio di frittura, in pieno stile #economiacircolare.

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